Ci sono due partiti, uno italiano e uno spagnolo. Il primo preferisce essere chiamato movimento, per non essere associato ai propri antagonisti politici che si autodefiniscono con quella “parolaccia”. Il secondo invece è ben contento di essere riconosciuto tale, visto che con la sua presenza sulla scena politica sta ponendo fine ad un bipartitismo che dura da ormai moltissimi anni in Spagna.

Li avete riconosciuti? Sono Movimento 5 Stelle e Podemos. Due facce molto diverse dello stesso disagio popolare, nati da un’istanza di rinnovamento radicale delle istituzioni, che appaiono ormai vecchie e obsolete.

Ma questi due schieramenti per certi versi così simili, per altri così lontani, sono davvero comparabili?
“Con le dovute differenze, entrambi i partiti hanno in comune una radice populista, nel senso non dispregiativo del termine – spiega Filippo Tronconi, professore di Scienza Politica all’università di Bologna, che da anni studia il fenomeno a cinque stelle. “Entrambi infatti contrappongono la classe politica ai cittadini ed hanno come obiettivo centrale quello di destrutturare il sistema politico vigente. Ovviamente le differenze sono tante: il Movimento 5 Stelle fa un appello anti ideologico, dicendo di guardare a destra quanto a sinistra, mentre Podemos è dichiaratamente un partito di sinistra”.

Quali sono i cambiamenti che i due partiti stanno apportando ai rispettivi panorami politici, e tali cambiamenti sono comparabili?

Filippo Tronconi: è molto difficile confrontare questo dato, perchè il Movimento 5 Stelle è sulla scena politica dal 2013, anno nel quale arrivò secondo alle elezioni. Podemos è invece un partito neonato e costituisce quindi solo una minaccia di cambiamento.  Ancora non siamo certi che Podemos avrà il successo Movimento 5 Stelle.

Un altro elemento in comune è quello di avere leader molto forti e carismatici. Per poter continuare ad affermarsi sulla scena politica, questi due partiti dovranno staccarsi da queste figure centrali, oppure dovranno sempre ad esse la loro forza?

Anche in questo caso rileviamo una fondamentale differenza. Pablo Iglesias ha conquistato una grandissima maggioranza durante congresso, è quindi diventato leader con una legittimazione dal basso. Questo vuol dire che alla prossima elezione potrebbe essere scelto qualcuno altro, anche se ovviamente la figura di Iglesias è stata importantissima per il successo di Podemos.

Il Movimento 5 Stelle invece è una creatura di Beppe Grillo, che ha creato il movimento e ne detiene ogni diritto. Se il movimento potrà sopravvivere senza in suo creatore potrà dirlo solo il futuro, ma già si vede un’istanza di emancipazione dal leader, come ad esempio la costituzione del Direttorio formato da 5 parlamentari pentastellati.

Podemos invece potrà sopravvivere tranquillamente anche senza Pablo Iglesias.

Quale crede che possa essere il futuro dei due schieramenti?

Quello che succederà a queste due forze politiche dipende da moltissimi fattori, non ultimo quello organizzativo e di scelta del leader. Altro aspetto importante è la gestione dei conflitti interni. Se i due saranno in grado di risolvere le tensioni che stanno emergendo, ad esempio in Podemos tra l’ala più movimentista  e quella più realista di Iglesias, avranno buone possibilità di sopravvivere.

Quello che a mio avviso appare più rilevante però, è il motivo per cui questi partiti solo nati: c’è uno spazio politico per questo genere di gruppi che vogliono sovvertire la normalità dei partiti tradizionali, e se questo spazio continuerà ad essere riempito da Movimento 5 Stelle e Podemos o da altri movimenti, non si può sapere, l’importante è che questo spazio continuerà ad essere riempito.